Assecondare la natura

di Sandro Marano

 

Nella mia camminata quotidiana lungo la costa sud del piccolo borgo marinaro dove vivo sono stato improvvisamente attratto dal gridio continuo e dal fitto volteggiare di decine di gabbiani. Di tanto in tanto qualche piccione in volo sembrava sfuggire alla loro furia. Incuriosito ho raggiunto lo spiazzo dove i gabbiani cercavano di mandare via i piccioni contendendo loro il cibo. I gabbiani mi sembravano più forti, più irruenti, ma al mio apparire hanno subito preso il volo e si sono allontanati, mentre i piccioni sono rimasti, quasi rincuorati dalla mia presenza. Altri infatti hanno raggiunto quelli a terra, che stretti insieme in un brulichio di ali, beccavano furiosamente non so cosa. Da qualche pezzo di cibo che alcuni tenevano nei becchi ho potuto desumere che si trattava degli avanzi di una pasta al forno che qualche passante aveva lasciato lì. Quando me ne sono andato i gabbiani hanno poco alla volta ricominciato quella loro frenetica lotta con i piccioni.

L’antica confidenza che i piccioni hanno con gli uomini e la diffidenza atavica dei gabbiani nei loro confronti mi sono apparsi come due diversi modi di vivere e di abitare il mondo. Entrambi legittimi, giustificati. Certo la mia simpatia, devo pur dirlo, andava ai miti colombi e non agli eleganti e altezzosi gabbiani, ma non potevo fare a meno di ammirare anche l’eleganza battagliera dei gabbiani di contro alla pacifica goffaggine dei piccioni. D’altra parte, ha l’uomo diritto di interferire nei meccanismi della natura? Non lo credo.

Se c’è qualcosa che mi ha insegnato questo spettacolo è che bisogna ritrovare e assecondare la natura, non modificarla a nostro piacimento. E pensare che qualche intellettuale alla moda e qualche politicante zelante, supportati dai media, vorrebbero abolire ciò che la natura ha creato nel corso del tempo: la dualità dei sessi, il maschile e il femminile.

 

 

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