I passi base di Fabrizio Morlando, Fallone editore, 2023

Redazione

 

È una raccolta di racconti che ha per oggetto la morte come stato ineludibile del passaggio terreno, assimilata come paura del dolore e della perdita, ma anche come atto di liberazione, salto nel vuoto salvifico.

Nella narrazione si legge l’irruzione nel quotidiano di un’ontologia irreversibile che gli uomini chiamano “fato”, attraverso la quale Morlando, non senza accordarsi su un’inclinazione ironica e talvolta persino comica, formula una teoria della psicologia del tempo.

Scrive Luisa Debenedetti: “Morlando mette il dito in una prosa, che spesso è poesia, per forza di cose molto corporea; il corpo diventa veicolo di un riconoscimento che passa da se stessi all’altro a volte nella direzione della rottura, altre in quella della prossimità e che, dunque, viene dal medesimo infangamento, dalla medesima secca. Un corpo a cui l’Autore dedica sezioni, come chirurgo, usando la parola come un bisturi per separare dal male una carne arroccata, compressa, a tratti disumana nel suo perdersi nell’abitudine a qualunque tipo di morte. La morte che accompagna il corpo, è la vita messa di fronte alla sua fugacità ma è anche il covo dove si annida una nuova scintilla per chi resta, il punto da cui ripartire e risorgere, più forti di prima pur se sottomessi ai capricci del fato. Ma è pure un corpo a suo modo immortale, quello cui fa appello, il diritto alla disperazione riservato solo a chi non smette di sperare nel futuro. Per questo lo sguardo si fissa nel coraggio di comprendere di non essere solo l’inizio e il termine di se stessi ma la chiave di una congiunzione nella quale anche il dolore, se adottato e liberato, può farci riportare vicino il nostro io più lontano”.

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