KM 21. Dove le ciliegie tacevano di Nicolino Sapio-Valerio Evangelista, Töpffer edizioni, 2024

Redazione

 

La genesi di questo libro affonda le sue radici in una notte intorno agli anni duemila, dopo la visione di un documentario trasmesso in tv: l’immagine di un camion militare serbo, carico di prigionieri bosniaci, e di un adolescente terrorizzato hanno acceso il desiderio di svelare quella storia.

Una ricerca durata anni, in un intricato labirinto di indizi frammentari e testimonianze lacunose. Con i pochi dettagli identificati sono stati ricavati alcuni punti fermi, tentando così di seguire le orme del camion attraverso i villaggi della Bosnia nordoccidentale; ed ecco così le voci di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle gli orrori dei campi di concentramento e delle pulizie etniche. Insieme a loro, si è cercato di ricomporre i frammenti di un puzzle complesso e straziante.

E lentamente, con tenacia e dedizione, sono affiorati i contorni di questa storia, accaduta nell’estate del 1992 nelle comunità rurali attorno a Prijedor. Al protagonista è stato dato il nome di Adem, variante turco-araba e balcanica dell’uomo primordiale di tradizione biblica. Le testimonianze rielaborate in queste pagine sono un timido, ma dovuto, tentativo di restituire una goccia di memoria alle storie che ancora rimangono senza nome né volto, soppresse dalla follia suprematista resa possibile dall’indifferenza.

Dall’Introduzione: L’idea di questo libro nasce in una notte del 2000 e qualcosa. Un documentario trasmesso in seconda serata presentava il volto terrorizzato di un adolescente bosniaco, stipato su un camion militare insieme a decine di altri prigionieri. Quello sguardo perso si è impresso nelle nostre menti e ci ha perseguitati fino a quando non abbiamo ceduto al bisogno di recuperarne la storia. Ci siamo immersi in una ricerca durata anni, catapultati in un intricato labirinto di indizi frammentari e testimonianze lacunose. Ma non abbiamo mai rinunciato. Stretti ai pochi dettagli identificati, ne abbiamo ricavato dei punti fermi, seppur sfocati, tentando di ricostruire le orme del camion attraverso i villaggi della Bosnia nordoccidentale. Orientandoci con i racconti dei sopravvissuti ai campi di concentramento, abbiamo calpestato i luoghi dove si sono verificati alcuni dei più efferati atti di pulizia etnica della guerra in Bosnia. E ognuna delle testimonianze raccolte ci ha permesso di ricucire i brandelli di una realtà estremamente complessa e dolorosa, una nebulosa tanto intricata quanto straziante.

 

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