La finestra sul muro di David Pizzonia, Armando, 2026

Redazione

 

Tratto da una storia vera, il libro offre uno spaccato vivido, intimo e nostalgico della Roma a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, raccontato attraverso gli occhi del giovane protagonista, Dario. Sullo sfondo di un’Italia in profonda trasformazione – segnata dagli ultimi strascichi degli anni di piombo, dalla piaga dell’eroina e dell’AIDS, ma anche dall’entusiasmo per i Mondiali dell’82 e per lo scudetto della Roma – il romanzo ripercorre le tappe fondamentali della crescita di Dario: dalla rigida educazione familiare all’esplorazione del quartiere, dalle sfide della strada fino all’ingresso nella famigerata “classe ghetto” della scuola media. Il cuore narrativo dell’opera insiste sul tema della scuola e dell’educazione: bollati come “ingovernabili” e confinati nella sezione L, Dario e i suoi compagni troveranno nel professor Nicola Nardi un’inaspettata guida d’eccezione. Attraverso l’ascolto, la fiducia e la valorizzazione dei singoli talenti, l’insegnante trasformerà una classe di presunti “scarti” in un gruppo coeso capace di trovare il proprio riscatto sociale e personale. Con una scrittura diretta, evocativa e ricca di dettagli d’epoca, David Pizzonia affronta temi universali come il valore della memoria, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, il peso delle etichette e il potere salvifico dell’empatia e della formazione.

«Cavatela da solo non è soltanto un monito, ma la chiave d’accesso al mondo degli adulti per una generazione che ha dovuto imparare a misurarsi con la strada e con i propri limiti», emerge dalle pagine del testo, che restituisce con autenticità la voce di chi quegli anni li ha vissuti in prima persona.

 

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