Isole di pietre vive di Michele Urrasio

 

Sono tutti uguali i paesi del Sud:

isole di pietre vive, muri

di calce corrosi da mali antichi

annidati nelle mani degli uomini

nel profilo delle donne

perdute nell’alba. Scale

che scendono a picco nella memoria

dei morti, occhi assorti

sulla tregua dei vicoli visitati

appena dal ronzio di una mosca.

(da Dal fondo dei dolmen, 1977)

Uno sguardo paesistico sulla terra della Capitanata, un manifesto di poesia impastata col territorio, à la Bodini. Molto condivisibile è il parere di Mario Sansone nella prefazione quando scrive che Urrasio più che poeta epicizzante è «un poeta in cui le sensazioni si traducono subito in organici e ben cadenzati giri di immagini».

 

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