Poeti e coscienze per Gaza a Lizzano

di Cosimo Cagnazzo

 

Venerdì 26 settembre 2025, presso il Museo Civico di Lizzano (Ta), si è svolto un incontro per ripudiare la guerra nella striscia di Gaza.

Erano presenti poeti di diverse regioni meridionali, l’Amministrazione comunale di Lizzano, con la giunta al completo, la Dirigente Scolastico dell’istituto “A. Manzoni” di Lizzano, il Dipartimento di lettere, la Consulta degli studenti, oltre agli alunni delle seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado.

Dopo aver distribuito gli opuscoli con le poesie dei poeti intervenuti, stampati dall’Amministrazione comunale, ha preso parola il prof. Cosimo Rodia che ha coordinato la serata ed ha spiegato che il reading è itinerante e giungerà a Santa Maria di Leuca, per redigere un Documento di ferma opposizione alla guerra, tradurlo in arabo e in inglese e inviarlo alle varie ambasciate. Rodia ha sottolineato come i poeti gazawi scrivano tra le macerie e la violenza e che il loro grido giunge forte nel mondo occidentale.

Il Sindaco di Lizzano, Lucia Palombella ha ringraziato tutti i presenti e ha spiegato che ci arrivano immagini che non vorremmo vedere, ma è giusto che la verità sia conosciuta, per evitare l’indifferenza.

La Dirigente Scolastica, Lucia Calò, oltre ai ringraziamenti, ha letto le “domande che fanno i bambini in guerra”, alcune strazianti: “Quando morirò andrò nella tomba con mamma e papà?”, “Se un missile ci colpisce sentiamo dolore o moriamo subito?”, “Quando torneremo a scuola?”, “Perché la faccia di quel bambino è coperta di sangue?”

Ha salutato anche il Sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi, Angelo Matera, che ha auspicato di costruire un mondo migliore tutti insieme.

Il coordinatore ha presentato il prof. Carlo Alberto Augieri e questi ha spiegato come la violenza sia dovuta a una pochezza di vocabolario, di dialogo e di capacità di dare orizzonte a ciò che diciamo. Ha detto che bisogna fare una rivoluzione sui pronomi personali facendo diventare io, tu egli e gli altri una sola persona.

Dopo che il conduttore ha spiegato l’organizzazione della serata, sono intervenuti i vari poeti: Luca Crastolla ha letto una poesia ispirata a Sulamith, la sposa nel Cantico dei Cantici. Maria Curatolo ha declamato “Gaza all’alba”. Maria Cataldini ha letto “Per Gaza” pensando anche ad altre cinquantasei guerre nel mondo. Francesco d’Angiò: “Quieta penombra”. Luisa di Francesco: “Anime bianche”. Giovanni di Lena: “Settimana Santa”. Rita Greco: “Superstiti”. Leo Luceri ha letto una poesia scritta in griko e anche nella versione italiana. Grazia Maremonti: “Guardando Gaza”. Giorgia Mastropasqua due poesie brevi, una di un bambino che muore e l’altra di una donna che guarda la guerra da lontano. Anna Rita Merico: “Vedere il colpo di Abramo”. Roberta Positano ha letto pochi versi per dire chi ripaga i bambini da tante violenze. Andrea Siano: “Madres. Storie di donne ed altri fantasmi”. Simona Volpe: “Io sono Sumaya”, una poesia in cui a parlare è una bambina di 7 anni. La DS ha letto i versi di Dante Maffia. Infine, Carlo Alberto Augieri ha recitato un testo scritto per la serata.

La seconda parte della serata è stata aperta dalla prof.ssa Rita Castronovo che a nome del dipartimento di lettere ha chiarito il lavoro svolto nelle classi col fine di educare alla pace. Così gli studenti hanno letto poesie dei poeti gazawi: Gabriele Mazzei: “Senza Assedio” di Heba Abu Nada. Alessando Agnello: “Profugo” di Mahmoud Darwish. Martina Bottazzo: “Promessa” di Shoruq Mohammed Doghmosh. Cosimo Surgo “Separazione” di Doha Al-Kahlut. Lorenzo Lacava e Mirko Laserra frammenti di Haidar Ghazali. Giulia Antonucci: “Senza testa” di Walid Al-Akkad. Greta Pichierri: “Posso scrivere una poesia” di Yousef Elqedra. Carlotta Marino e Claudia Melle versi sparsi di Hend Joudah. Angelo Matera: “Se devo morire” di Refaat Alareer. Laura Soloperto: “Non è una guerra” di Shoruq Mohammed Doghmosh. Paolini Edoardo versi di Haidar al-Ghazali.

Il prof. Rodia, dopo i ringraziamenti finali, ha auspicato che gli opuscoli stampati “Nel nondove la barbarie inabissa il Cuore” si trasformino in tanti chicchi di grano seminati, da riempiere di spighe (metafora della pace) campagne, strade, piazze.

 

(Cosimo Surgo legge “Separazione” di Doha al-Kahlut, nata a Gaza nel 1996; prima dell’invasione insegnava arabo, ora continua a farlo nei diversi campi di sfollati)

 

(Angelo Matera legge “Se devo morire” di Refaat Alareer, poeta nato a Gaza nel 1979 e morto in un bombardamento nel 2023)

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